più di quaranta atleti incontrati nel mese di Dicembre allo Sporting di Milano 3 e ho avuto la fortuna di osservare diversi rituali di recupero e discutere le attuali scuole di pensiero.
Penso di poter riassumere in:
I saunisti:
- Sono entrati in acqua gelida pensando alla Sauna ed è quello che faranno appena usciti dall'acqua.
Gli inglesi:
- cercheranno di bere subito il te caldo conbattendo con il tremore
I triatleti:
- dopo la frazione di nuoto in mancanza di una bicicletta partono con la corsa rischiando caviglie e scivoloni.
Gli anfibi:
- Escono dalla piscina outdoor ed entrano nella piscina indoor. Con 28 gradi qualcuno riporta riscontri non positivi. Brucciore alle mani e piedi e non recupero dell temperatura.
Riporto la mio rituale personale che ho sviluppato solo per situazioni provanti ma non estreme.
Al momento penso che assecondare il tremore per un po' di tempo possa far parte dell'allenamento perché ci permette di ascoltare il nostro corpo, misurare i progressi, ed assaporare le sensazioni.
Ho la sensazione che sia in questa fase che il corpo lavori di più in termini di consumo energetico e di adattamento.
Io recupero al chisuo a meno che fuori non ci sia una temperatura accettabile e io riesca comunque a coprire bene gambe e piedi.
Se ho buone scarpe mi piace camminare o correre anche sul posto per riattivare circolazione e respirazione.
Quando il tremore delle mani inizia a permetterlo bevo un te caldo.
A quel punto spunta il sorriso ed apro bocca per dire due parole..
In fine una sauna in compagnia non me la leva nessuno.
Voi cosa ne pensate e come fate il vostro recupero allo Sporting Milano 3?
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